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Montventoux
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Jean Marie Leblanc, che ha un passato da corridore (scarsino ma con laurea) e da giornalista (già meglio) ebbe un’intuizione telegrafica e felicissima, il giorno di Poli e del Ventoux: "Indurain è un campione, Poli è un eroe".

Sì, Poli è un eroe nel senso che quel giorno è andato oltre le sue possibilità e, forse, le sue speranze. Oggi si può dire che forse il gruppo gli ha dato corda, ma gliel’ha data perché s’impiccasse, lui uomo di pianura, lui che veniva dalle medaglie nella 100 km, lui che faceva la locomotiva nel treno delle volate. Il Ventoux è sempre una brutta bestia. Chi non ci è stato sopra non può capire. Chi c’è stato sopra, in bicicletta, non se lo scorda più. Qualcuno ci ha lasciato la pelle (Simpson), qualcun altro è finito sotto la tenda a ossigeno (Merckx), tutti lo temono perché non perdona, come tutte le montagne atipiche, piantate come un panettone avvelenato in mezzo alla pianura, senza la colleganza, quasi l’abbraccio di cime che si trova sulle Alpi, sui Pirenei. Altri panettoni difficili da digerire sono il Ballon d’Alsace, il Puy de Dome, ma il Ventoux è peggio perché toglie il fiato, letteralmente. Il corridore, col suo sforzo, si ritrova come preso, circondato da due tipi di caldo insopportabile: quello che arriva direttamente dal sole e quello che gli rimbalza dalle pietraie bianche e desolate, dall’asfalto che cede. Inferno dei corridori, il Ventoux è il paradiso dei botanici, perché per uno scherzo del microclima tra le pietraie vive un vegetale, una varietà di sassifraga, che si conosceva solo nelle freddissime isole Spitzbergen.

L’eroismo di Poli consiste nell’aver vinto fuori dal suo terreno abituale, un po’ come se Massignan avesse vinto in volata la Sanremo. Tutti i corridori del mondo sognano di vincere una tappa al Tour, ma quasi tutti sanno, sentono dentro di sé, che non sarà quella del Ventoux. Troppo difficile. Poli sapeva che per provare a vincerla (vincerla, si sa sempre dopo) doveva andare in fuga. E’ andato in fuga, anche se da quel che ci racconta la notte della vigilia non l’ha passata nel migliore dei modi.Il ciclismo è l’unico settore della vita in cui chi fugge non è un vile né un disertore, ma un personaggio positivo, uno che ha del fegato, oltre alle gambe. E anche un cervello, per resistere e dosare gli sforzi, e anche un cuore. La fuga è il monento più bello e alto del ciclismo, è l’uscita dal gruppo, è la sfida, individuale o di pochi, ai tanti, agli altri, ai tutti.

Il bambino Eros, col 46 di piede a dieci anni, non lo sapeva. Il corridore Poli sì. I francesi, i corridori come lui li chiamano rouleurs, che suona meglio di passisti. La storia dei gregari (e del ciclismo) ne è piena, e in Francia (spiace dirlo ma è così) sono più considerati e stimati che in Italia. Ah, les grands escogriffes. Da Novak per Anquetil a Genet per Poulidor, granatieri votati alla causa, a Voigt per Basso, a Hincapie per Armstrong. Sono le ruote fidate, i pesci-pilota. I capitaines de route, questo era il grado finale di Poli. Come nel calcio si parla di giocatori che sono allenatori in campo, perché metronomi della squadra, nel ciclismo il corridore esperto vale un ds in sella. Vede un attimo prima la fuga pericolosa, la buca nella strada, sa quand’è il momento di tirare a tutta senza che glielo dicano dall’ammiraglia. Questo è stato Poli, ed è strano che non sia rimasto nel ciclismo (affari suoi, peraltro). Mi auguro solo che nel suo locale di Verona, vicino a piazza delle Erbe, non abbia dato troppo spazio al rosé di Provenza. Sui luoghi, passi: per andare giù va giù, ma abbiamo di meglio.

Monsieur Ventoux è un titolo che Poli non ha usurpato né comprato al mercato. Nessuno gliel’ha regalato: "Il Ventoux non si regala, tienilo a mente per il futuro" fu il succo della telefonata di Eddy Merckx ad Armstrong, il giorno stesso in cui il texano disse di aver dato via libera a Pantani (episodio controverso, come leggerete anche in queste pagine). Il Ventoux si conquista, costasse pure una fuga di 171 km, vantaggio massimo 23’33", solo 3’39" sul traguardo, ma bastavano 10" ed era la stessa cosa. Cambiava solo il finale, Poli avrebbe salutato meno il pubblico e avrebbe sputato l’anima piegato sulla bici (se sortir les tripes, dicono i francesi, oppure se déchirer). Sempre Monsieur Ventoux sarebbe stato. E trovo normale che abbia chiuso la carriera in Francia. Il suo cognome, letto alla francese con l’accento sull’i, significa educato, perbene. Così mi piace ricordarlo. E mi piace che a qualcuno sia venuta l’idea di raccontarlo in un libro, con toni normali e qualche lacuna (non c’è una parola sul doping, eppure gli anni ’90 sono stati quelli della gran buriana). E’ una buona idea, perché di eroi sportivi c’è bisogno. Fossero tutti campioni, sai che noia.

Gianni Mura

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By Angel.

A native of Isola della Scala, Verona, Italy, Eros Poli is best remembered for his 1994 Tour de France stage 15 win of Mont Ventoux after a 106 mile solo escape. Eros, at 6 feet 4 inches and 187 pounds, was not a prospect to win one of the most difficult and famous climbs in the Tour de France. He escaped, however, from the peloton very early on and, under conditions of searing heat, arrived at the base of Mont Ventoux with a 22 minute lead. Steadily, the chase pack of climbers began taking back time. Arriving at the final 300 meters of the climb where the grade is 11% the lead had dwindled to 4 minutes. Eros survived Mont Ventoux and then hammered the descent to arrive in Carpentras to an incredible win by 3 minutes and 39 seconds ahead of Pantani and Virenque. His escape and victory earned him the nickname “Monsieur Mont Ventoux”.


 

 

podio L.A..jpgEros raced professionally from 1991 to 2000 for the Del Tongo-MG, MG-Bianchi, Mercatone Uno-Saeco, Saeco, GAN and Credit Agricole teams. He was a founding member of the famous Mario Cipollini red train, and was also the lead out man for Frederic Moncassin. In the peloton he was highly respected for his honesty and fairness.    As an amateur, Eros’ palmares include: Gold Medalist in the Men’s Team Road Race, 1984 Olympics (Los Angeles, USA); Gold Medalist in the 100 Km Team Time Trial, Road World Championship (Villach, Austria); and Italian National Champion in Pursuit.


Eros Poli’s 2009 tours will be offered to international clients and will include cycling in Italy and France.

 

 

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